Stanza 5: La stanza delle storie e della principessa Alexandra (a cura di Tiziana de Rogatis e Andreina Sgaglione)
Titolo
- Stanza 5: La stanza delle storie e della principessa Alexandra (a cura di Tiziana de Rogatis e Andreina Sgaglione)
Che cos'è
La stanza mostra il potere delle storie. Secondo Elena Ferrante, un’importante scrittrice contemporanea, «le storie tanto più sono efficaci quanto più sono parapetti da cui si può guardare tutto quello che è rimasto fuori«». Da millenni, gli esseri umani cercano nelle storie un mondo che li trasformi, un ponte che li unisca agli altri, uno sguardo che colleghi punti tra loro distanti. La medicina narrativa ci invita a non ragionare sulle storie ma con le storie. Ci chiede cioè di immergerci nel loro processo narrativo e di usare l’immaginazione narrativa per empatizzare con i personaggi. La storia della principessa Alexandra incorpora questi principi fondamentali della medicina narrativa sollecitando un’immersione di lettrici e lettori in una narrazione fiabesca della perdita: una condizione potenzialmente affine a quella di molte persone immigrate.
Contenuto
La stanza contiene strumenti e materiali pensati per rappresentare, attraverso la storia della principessa Alexandra, le diverse reazioni allo stress e al trauma, ma anche per aiutare a spiegare aspetti scomodi o spesso tenuti nascosti legati alle esperienze traumatiche o avverse. L’obiettivo è quello di ridurre lo stigma e di creare uno spazio sicuro in cui i partecipanti possano riflettere sui diversi modi in cui si può reagire agli eventi difficili della vita.
Utilizzo
Questi strumenti e materiali sono utili quando i corpi manifestano disagi, bisogni o desideri che le persone immigrate non riescono del tutto a verbalizzare. Il registro fiabesco e l’uso di metafore e archetipi consentono inoltre di smorzare l’impatto emotivo del tema della perdita, dando a questa stanza e alle connesse esperienze interattive un’atmosfera al tempo stesso intensa e leggera. Si possono usare nei seguenti casi:
Quando le persone sono in silenzio
una storia di un personaggio in una situazione simile alla propria crea una distanza sicura in cui ci si può riconoscere senza dover parlare subito di sé.
Nei casi in cui emergano rabbia o frustrazione
la storia aiuta a dare un nome alle emozioni e a vederle come reazioni comprensibili.
Quando è difficile iniziare a parlare delle proprie esperienze
la storia offre un punto di partenza per il dialogo.
