Archivio Digitale

About


OBIETTIVO E DESTINATARI DELL'ARCHIVIO 




L’archivio Benessere Lingue Migrazioni (sottotitolo: Risorse e metodi di medicina narrativa per un archivio dei traumi migratori) vuole fornire risorse per rafforzare la relazione tra operatori/rici sanitari/ie, mediatori/rici interculturali, docenti e persone immigrate. Altri destinatari sono studentesse e studenti che si specializzano nel contesto della mediazione interculturale e linguistica. Dal punto di vista della medicina narrativa, una relazione più forte consente di ricostruire con intensità e partecipazione i diversi aspetti della storia di una persona immigrata. A sua volta, una storia ricostruita con intensità e partecipazione permette di individuare in modo molto più lucido e tempestivo eventuali supporti e strategie specifiche. Attraverso le stanze e i loro nuclei tematici, generati dal nesso tra benessere lingue e migrazioni, sarà possibile creare questa ricostruzione, supportando la persona immigrata nel suo sondare le proprie dimensioni del benessere e del malessere migratorio. Questo monitoraggio/esperienza può essere molto utilmente concepito, per esempio, come uno strumento di primo contatto e di rafforzamento della relazione con la persona immigrata negli ospedali, nei centri di accoglienza, nelle classi.

La ricostruzione di una storia di benessere e/o malessere è quindi un percorso che dà voce alla singola voce, riconoscendola nei propri bisogni e nelle proprie capacità linguistiche ed immaginative reali. Le stanze sono sia un monitoraggio della condizione di benessere e/o malessere delle persone immigrate sia un’esperienza immersiva che le persone immigrate possono vivere nelle loro storie di migrazione, nei modi linguistici attraverso i quali i loro corpi raccontano o silenziano questa storia di migrazione. L’archivio vuole essere quindi anche uno strumento di conoscenza e di autoconsapevolezza per le persone immigrate, che potranno avere strumenti per ricostruire la propria esperienza di migrazione, monitorando il proprio benessere o malessere. Va inoltre considerata una terza e particolarmente felice ipotesi di destinataria/o del volume, secondo la quale queste due diverse sponde di utenza – vale a dire, da una parte operatori/rici, mediatori/rici e docenti e, dall’altra, persone immigrate - possono convergere in una stessa figura, nel momento in cui una persona con una storia di migrazione diventa operatrice sanitaria, mediatrice interculturale o docente.

Per raggiungere questo obiettivo abbiamo messo a punto nelle stanze di questo archivio degli strumenti e dei connessi materiali, ricavati dalla nostra sperimentazione sul campo. Ogni stanza è definita da un tema, sulla base del quale abbiamo poi individuato gli strumenti e i materiali. Questi tre elementi architettonici della stanza (tema, strumenti e materiali) nascono dall’interazione tra le attività da noi proposte e le persone immigrate nelle classi A2 e B1 e nei laboratori (specificamente dedicati alle donne) dei tre centri di accoglienza toscani in cui abbiamo lavorato (per un totale di circa 140 partecipanti). Le prime sei stanze dell’archivio raccolgono strumenti e materiali delle classi, frequentate sia da uomini sia da donne. Le ultime tre stanze dell’archivio (dalla sette alla nove) sono invece specificamente dedicate alle attività con le donne immigrate nei laboratori di storytelling.

All’interno delle classi e dei laboratori, abbiamo costruito infatti delle tappe di incontro e di scambio, durante le quali le persone immigrate hanno lavorato con noi sulle attività da noi create. Le attività sono il frutto di un metodo interdisciplinare in grado di declinare il nesso tra benessere, lingue e migrazioni. Una volta raccolte le loro interazioni, in forma di audio, testi e disegni, ne abbiamo individuato i temi ricorrenti, che emergono quindi come dei veri e propri nuclei esperienziali. Sulla base di questi temi, abbiamo denominato le Stanze e selezionato i connessi strumenti e materiali. Mentre gli strumenti rinviano quindi direttamente alle attività da noi proposte nelle classi o nei laboratori, i materiali sono le interazioni (di nuovo: in forma di audio, testi e disegni) delle persone immigrate con queste stesse attività.


Abbiamo raccolto tutte le attività sperimentate nelle classi e nei laboratori in un volume open access (edizioni Studi e ricerche Unistrasi), scaricabile dal primo degli Altri spazi. Tra il libro e l’archivio esiste un forte legame di causa-effetto, sottolineato anche dal fatto che il libro ha un titolo identico a quello dell’archivio (Benessere Lingue Migrazioni), mentre il sottotitolo è diverso: Metodi integrati tra medicina narrativa e storytelling in un protocollo linguistico (edizione bilingue italiano-inglese). Se questo archivio ti coinvolgerà e ti sarà utile, ti suggeriamo allora di consultare e scaricare il volume interconnesso. Il libro rappresenta infatti l’estensione più adeguata dell’archivio, perché consente di acquisire le attività di base, di ricevere informazioni più dettagliate sulla sperimentazione e di approfondire le metodologie che ci hanno ispirato e di cui parliamo nei contributi collegati alle attività.


Il nostro progetto interdisciplinare si fonda sulla medicina narrativa, intesa come principio e filtro in grado di aggregare in una forma coerente molti altri metodi. Secondo Rita Charon, la medicina narrativa è un metodo che potenzia la capacità di «riconoscere, recepire e interpretare le storie di malattia e di reagirvi adeguatamente». Noi abbiamo interpretato «le storie di malattia», valorizzate da Charon, nel senso ampio delle sofferenze migratorie, delle vulnerabilità dello sradicamento: è il «vissuto soggettivo» del malessere, che secondo la medicina narrativa è la potenziale premessa della malattia vera e propria. Abbiamo fatto interagire il metodo della medicina narrativa con altre idee del racconto, del corpo e del paradigma benessere/malessere, quali emergono dai contesti migratori, diasporici e multiculturali. Per questa ragione, abbiamo collegato l’universo dell’etnoantropologia e delle questioni di genere con l’immaginazione narrativa di scrittori e scrittrici translingui, cioè di coloro che raccontano cosa vuole dire scrivere e pensare in una lingua diversa dalla madrelingua. Nel contesto migratorio, infatti, la prima declinazione del benessere è linguistica. Da questa prospettiva, il benessere linguistico richiede prima di tutto di parlare delle lingue al plurale, di intercettare cioè il punto di incontro tra queste lingue, di non rimuovere – come quasi sempre accade - l’esistenza delle lingue di origine e il loro enorme potenziale affettivo. Dal punto di vista della nostra ricerca, il benessere ha inoltre una qualità estremamente dinamica, perché nel contesto migratorio esso si aggancia a storie di metamorfosi, a storie di persone in movimento. Un altro tratto dinamico è quindi quello per cui il benessere è definito anche investigando il versante complementare del malessere, fino alle eventuali derive nei traumi e microtraumi migratori. Per noi è stato quindi decisivo creare dei materiali che permettessero alle persone immigrate di fare emergere e di raccontare questa oscillazione attraverso dei passaggi equilibrati, anche in rispettoso ascolto del non detto, dei silenzi. Le storie emergono così attraverso un mosaico interdisciplinare di punti di vista, di immagini, di sguardi, che potenziano progressivamente l’immaginazione narrativa della persona immigrata. Tutte queste categorie sono state da noi spiegate in relazione alle attività all’interno del volume Benessere Lingue Migrazioni che ti invitiamo a consultare (cfr. in particolare l’Introduzione al volume e il contributo di Tiziana de Rogatis, La medicina narrativa, i traumi migratori e le immagini/metafore. Un’introduzione ai materiali A2 e B1, in apertura della prima parte del volume).

Siamo un gruppo interdisciplinare dell’Università per Stranieri di Siena, nato grazie ad un progetto europeo triennale dell’ecosistema sanitario toscano (il THE = Tuscany Health Ecosystem – spoke 10/5) che è parte del PNRR (il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, avviato in Italia dal 2021). Io sono la creatrice e coordinatrice di questo progetto. Mi chiamo Tiziana de Rogatis e sono una studiosa di letterature comparate. Insieme a me, fanno parte di questo gruppo interdisciplinare la ricercatrice del progetto Alberica Bazzoni, anche lei studiosa di letterature comparate, e la collaboratrice scientifica del progetto, Andreina Sgaglione, studiosa di linguistica e glottodidattica e docente con esperienza trentennale nelle classi di italiano per stranieri. L’idea originaria di questo progetto deriva da alcune mie ricerche sulla medicina narrativa, su traumi e translinguismi delle migrazioni, sulle tecniche del racconto, l’analisi del testo e  le questioni di genere. Su questa strada, ho incontrato Alberica Bazzoni e Andreina Sgaglione: le due colleghe con cui ho realizzato questo progetto, a loro volta a vario titolo specialiste in tali ambiti. Da loro mi sono arrivate nuove preziose prospettive, come quella della health literacy proposta da Andreina Sgaglione, per le quali le ringrazio profondamente.

Qui di seguito puoi trovare tre nostre brevi bio e tre nostre foto.


Tiziana de Rogatis è saggista, professoressa associata di Critica letteraria e Letterature Comparate e prorettrice all'Università per Stranieri di Siena e  IAS Fellow (Università di Durham/Inghilterra).  La sua ricerca si concentra sul nesso tra medicina narrativa, traumi e translinguismi delle migrazioni nella letteratura globale e, in particolare, nelle scrittrici. Ha co-curato Trauma Narratives in Italian and Transnational Women Writers .  È autrice di Elena Ferrante. Parole chiave, un volume da lei presentato  in Italia, Europa, Stati Uniti e Cina. Ha pubblicato monografie, saggi e commenti al testo sul canone modernista transnazionale (T. S. Eliot, Paul Valéry e Eugenio Montale).


Alberica Bazzoni è ricercatrice in Critica letteraria e Letterature comparate all’Università per Stranieri di Siena. Ha conseguito il dottorato all’Università di Oxford e ha poi svolto progetti di ricerca all’Università di Warwick (British Academy) e all’ICI Berlin Institute for Cultural Inquiry. È autrice di Il presente vivo. Temporalità del divenire e del trauma in Lispector, Ortese e Philip (Mimesis 2025) e di Writing for Freedom. Body, Identity and Power in Goliarda Sapienza’s Narrative (Peter Lang 2018) e di numerose pubblicazioni su riviste internazionali. La sua ricerca più recente verte sulla performatività testuale e sugli immaginari letterari del trauma e della resistenza.


Andreina Sgaglione è dottoressa di ricerca in Linguistica e specialista in Didattica dell’italiano a stranieri. Dal 2000 insegna come esperta linguistica al Centro Linguistico dell’Università per Stranieri di Siena. Ha insegnato italiano negli USA e in Italia ad apprendenti immigrati. I suoi interessi di ricerca riguardano insegnamento del lessico, health literacy e medicina narrativa legata ai traumi migratori. Si è formata sul benessere nei contesti educativi presso l’Oxford University Department for Continuing Education e ha seguito il Trauma Research Foundation’s – Boston Certificate Program in Traumatic Stress Studies. È autrice di numerose pubblicazioni nel settore.


A noi tre si aggiungono come collaboratori del progetto Sara Belolli, consulente iconografica, e Matteo Theodule, consulente ICT e comunicazione. Anche di loro due, puoi trovare qui di seguito una breve bio. 

Sara Belolli è coordinatrice dal 2002 di progetti editoriali presso lo Studio Editoriale Salviati di Milano. Si occupa in particolare della ricerca iconografica per i testi scolastici, finalizzati all’insegnamento della lingua italiana, inglese e francese per la Scuola Secondaria di 1° e 2° grado e pubblicati da case editrici rilevanti nel settore: Loescher Editore, Rizzoli Education, Mondadori Education, ecc. Tra il 2002 e il 2015 è stata coordinatrice dello  Studio Poiesis, specializzato nell’erogazione di servizi editoriali per il settore scolastico, di cui è diventata titolare nel 2015.  

Matteo Theodule è libero professionista; opera come consulente in comunicazione, ICT e design di servizi digitali. Collabora con diverse PA come consulente e formatore e gestisce il Master di II livello in Lean Healthcare Management (Università di Siena). È stato borsista di ricerca nell’ambito del progetto di ricerca PNRR THE (Tuscany Health Ecosystem) per lo spoke 10/3: un diverso  gruppo di lavoro nell'ambito dello stesso Pnrr THE da cui ha avuto origine questo archivio. La sua collaborazione rafforza la preziosa interazione tra competenze e istituzioni da cui ha avuto origine l'idea stessa del THE, l'ecosistema sanitario toscano.

Homepage

Immagine da cui è stato ricavato il logo del progetto: Tessere per centrarsi (1988-1989) © Renato Mambor (per gentile concessione delle eredi dell'artista, che qui ringraziamo).

logo del progetto a cura di Marta Mantovani ufficio comunicazioni Unistrasi, che qui ringraziamo. 

Woven Chronicle (2015) credit: © Reena Kallat / photography: Rachel Topham, Vancouver Art Gallery

Girl with Balloon  (2002) credit : © Bansky (per gentile concessione dell'artista, che qui ringraziamo)

immagine cromatica in fondo alla home page:   credit : © Alberica Bazzoni

Icona introduttiva a tutte le Stanze: 

Baggage # 2 (Baggage Series) credit: © Mohamad Hafez (per gentile concessione dell’artista, che qui ringraziamo)

Icona introduttiva a Altri spazi:  Yudhistirama credit: © shutterstock

Stanze

Stanza 1: TetianaKtv; credit: © Shutterstock

Stanza 2: Untitled credit: © Jahan Ara Rafi (per gentile concessione dell’artista, che qui ringraziamo)

Stanza 3: Children in the Sea (1909) credit: © Jaquin Sorolla y Bastida/Bridgeman Images

Stanza 4: Spiral galaxy credit: © MLSC/University of Arizona/Novapix /Bridgeman Images

Stanza 4 (strumento 1): Seed of Self credit © Verena Wild (per gentile concessione dell'artista, che qui ringraizamo)

Stanza 5: Night (1880-85) credit: © Edward Robert Hughes/Bridgeman Images

Stanza 5 (immagine all’interno della stanza): Donna congelata innevata credit: © freepick

Stanza 6: Codice sogni (2020) credit: © Gabriella Kuruvilla,

Stanza 7:

Stanza 8: Paint on wall credit: © Dinodia/Bridgeman Images

Stanza 9: The mouths that scream in silence credit: © Jon Nicholson/Bridgeman Images