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Stanza 2: La stanza delle lingue (a cura di Andreina Sgaglione)

Tipologia Stanza

Titolo

Stanza 2: La stanza delle lingue (a cura di Andreina Sgaglione)

Che cos'è

La stanza mostra il potere che le lingue hanno di rappresentare e manifestare intere parti della propria identità e appartenenza culturale e di creare spazi di espressività in cui liberare, in chiave catartica, le emozioni sia positive che negative. Il principio è quello di accettare e di integrare nelle diverse forme di contatto tutte le lingue e i dialetti dei migranti, in una cornice di legittimazione simbolica ed educativa del plurilinguismo, capace di generare nuovi modi di stare in relazione con e attraverso le lingue. Spesso la migrazione è connessa a un’esperienza di esclusione sociale e di perdita traumatica della voce: la possibilità di usare e di vedere riconosciuta la propria lingua è un bisogno umano fondamentale che non deve essere mai marginalizzato, disprezzato o rimosso. La stanza fa riflettere sulla necessità di sviluppare una diversa attenzione e sensibilità antropologica che permetta di instaurare un autentico rapporto di conoscenza e di scambio con gli altri. Ascoltare, anche attraverso solo poche parole, le lingue dei migranti con i quali si entra in contatto, conoscerne la provenienza, saperle nominare, concedergli spazio e visibilità fa parte di un processo che favorisce un approccio affettivo in grado di abbattere barriere e pregiudizi. 

Contenuto

La stanza contiene strumenti e materiali relativi alle lingue non in termini di competenze, ma come mezzi attraverso cui si costruisce la relazione, si esprimono bisogni e si definisce l’identità. 
Lavorare sulle lingue aiuta a comprendere le dimensioni emotive e culturali che accompagnano il processo migratorio: il senso di perdita, la difficoltà di esprimere sentimenti in una lingua non propria, la fatica di adattarsi. Accogliere queste complessità permette di costruire un incontro realmente umano e interculturale, in cui la parola diventa spazio di cura, ascolto e integrazione.

Utilizzo

Questi strumenti e materiali sono utili nel contatto iniziale, in base al principio che la lingua possiede una dimensione universale e immediatamente accessibile. La riflessione condivisa sulle lingue consente di attivare rapidamente un aggancio relazionale, favorendo una connessione empatica che supera le barriere e costruisce le basi per un rapporto di fiducia. Spesso il patrimonio antropologico e cognitivo legato alle lingue viene trascurato, mentre l’attenzione si concentra su dati pragmatici quali occupazione, residenza o composizione familiare. Qui le esperienze linguistiche pregresse vengono riconosciute come risorse significative, veicoli di conoscenza culturale, memoria e identità. Valorizzarle permette di integrare la dimensione affettiva, cognitiva e simbolica del linguaggio nella relazione, costituendo un presupposto fondamentale per interventi educativi, sociali o sanitari successivi.